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Le limitazioni alla circolazione
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DATI SU COMMERCIO E TRASPORTI
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Istat - Commercio estero extra UE
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A dicembre 2025 l’Istat ha stimato, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+4,3%) rispetto alle esportazioni (+1,5%).
Nel quarto trimestre 2025, rispetto al precedente, l’export si è ridotto dello 0,8%; a contribuire alla flessione sono state le minori vendite di energia (-25,5%), beni strumentali (-6,2%) e beni di consumo durevoli (-1,1%), mentre sono cresciute le esportazioni di beni intermedi (+6,5%) e beni di consumo non durevoli (+1,4%). Nello stesso periodo, l’import ha segnato una riduzione congiunturale dell’1,8%, che riguarda tutti i raggruppamenti, tranne i beni intermedi (+10,1%).
A dicembre 2025 l’export è cresciuto su base annua del 4,6% (era -2,8% a novembre) e l’import ha registrato una flessione tendenziale dell’1,2%.
A dicembre 2025, le importazioni dai paesi OPEC (-36,5%) hanno registrato la contrazione tendenziale più ampia; sono diminuiti anche gli acquisti da Svizzera (-20,1%), paesi ASEAN (-5,9%) e Turchia (-1,8%). Per contro, sono cresciuti in misura marcata le importazioni da Stati Uniti (+61,1%) e paesi MERCOSUR (+45,4%).
Il 2025 si è chiuso con un avanzo commerciale verso i paesi extra Ue pari a +56,1 miliardi di euro, in riduzione rispetto al 2024 in cui era +57,6 miliardi. (Link)
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Istat – Commercio con l’estero e prezzi all’import
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A novembre 2025 l’Istat ha stimato una lieve crescita congiunturale delle esportazioni (+0,4%) e una flessione delle importazioni (-3,2%). L’aumento su base mensile dell’export ha riguardato entrambe le aree, Ue (+0,5%) ed extra-Ue (+0,4%). Nel trimestre settembre-novembre 2025, rispetto al precedente, l’export ha registrato una moderata riduzione (-0,4%) e l’import un contenuto aumento (+0,6%).
A novembre 2025, l’export in valore è stato pressoché stazionario su base annua (-0,1%); in volume, si è ridotto del 2,1%. La quasi stazionarietà su base annua dell’export in termini monetari è sintesi di una crescita per i mercati Ue (+2,6%) e di una riduzione per quelli extra Ue (-2,8%). L’import ha registrato una flessione tendenziale del 3,5% in valore – determinata dalla contrazione delle importazioni dall’area extra Ue (-11,2%) mentre crescono quelle dall’area Ue (+2,4%) – e dell’1,4% in volume.
Su base annua, la Turchia (-40,5%) è il paese che ha fornito il contributo negativo maggiore all’export nazionale. Si sono ridotte anche le esportazioni verso Regno Unito (-16,2%), paesi ASEAN (-21,5%), Stati Uniti (-2,9%) e Paesi Bassi (-9,7%); mentre sono cresciute quelle verso paesi OPEC (+18,9%), Svizzera (+12,2%), Belgio (+9,4%), Spagna (+4,9%) e Austria (+12,1%).
Nei primi undici mesi del 2025, l’export ha registrato una crescita tendenziale del 3,1%. (Link) |
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MASE – Prezzo medio del gasolio
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Il prezzo medio del gasolio nella settimana compresa tra il 26 gennaio e l’1 febbraio 2026 è stato di 1681,86 di cui: accise 672,90 e IVA 303,29, registrando un aumento del 8,39% rispetto alla settimana precedente ed una riduzione dell’11,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Link) |
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Trading Economics – Prezzo dell’elettricità
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L'elettricità in Italia ha raggiunto il valore di 135,31 euro/MWh il 4 febbraio 2026, aumentando del 10,35% rispetto al mese precedente e diminuendo del 9,63% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Link) |
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L’andamento dei noli marittimi evidenzia che al 29 gennaio 2026 il WCI, riferito ai contaneir di 40 piedi, è stato pari a 2.107 $, registrando una riduzione del 5% rispetto alla settimana precedente del 37% rispetto al valore misurato nella stessa settimana del 2025. Nell’ultima settimana sulle principali tratte le tariffe dei noli sono diminuite su tutte le rotte ad eccezione della Rotterdam – Shanghai che è rimasta stazionaria. (Link) |
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Baltic Exchange – Baltic Exchange Dry Index
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L’indice dell'andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry bulk cargo del 4 febbraio 2026 è aumentato del 5,62% rispetto al mese precedente e del 153,57% rispetto all’anno precedente, avendo raggiunto i 1.955$. (Link) |
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WorldACD – Air Cargo Market Trends
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Il trasporto aereo mondiale di merci è aumentato dell’1% nella settimana compresa tra il 19 ed il 25 gennaio 2026 rispetto alla precedente. Le tariffe medie mondiali, basate su un mix di prezzi spot e tariffe contrattuali, sono diminuite dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025 ed aumentate rispetto alla settimana precedente del 2% raggiungendo i 2,43 $/kg. (Link) |
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Nel mese di gennaio 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione, al lordo dei tabacchi, ha registrato una variazione del +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua (da +1,2% di dicembre).
L’“inflazione di fondo” al netto degli energetici e degli alimentari freschi è stata pari a +1,8% e quella al netto dei soli beni energetici a +1,9%. L’inflazione acquisita per il 2026 è stata pari a +0,4% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una variazione pari a -1,0% su base mensile e a +1,0% su base annua (da +1,2% del mese precedente). (Link) |
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Istat/Eurostat – Produzione industriale
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A novembre 2025 l’Istat ha stimato che l’indice destagionalizzato della produzione industriale sia aumentato dell’1,5% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione è cresciuto dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile ha mostrato aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie con variazioni positive per l’energia (+3,9%), i beni strumentali (+2,1%), i beni di consumo (+1,1%) e, marginalmente, per i beni intermedi (+0,1%).
A novembre 2025 l’indice generale è aumentato in termini tendenziali dell’1,4%. Si sono registrate variazioni tendenziali positive per i beni strumentali (+3,3%), l’energia (+2,0%) e i beni intermedi (+1,0%); sono diminuiti lievemente i beni consumo (-0,8%). (Link) |
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A livello europeo si evidenzia, da agosto in poi, una ripresa della produzione industriale, particolarmente significativa è quella della Germania. |
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Istat – Fatturato dell’industria e dei servizi
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A novembre 2025 l’Istat ha stimato che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, sia diminuito in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dell’1,1% in volume, sintesi di una flessione sul mercato interno (-0,4% in valore e -1,8% in volume) e di una leggera crescita su quello estero (+0,6% in valore e +0,2% in volume).
Per il settore dei servizi l’Istat ha stimato una diminuzione congiunturale dello 0,6% in valore e dello 0,5% in volume, in particolare per il Trasporto e magazzinaggio si è registrato un incremento dello 0,1% in valore e dello 0,5% in volume.
Nei servizi si è registrato un aumento tendenziale dello 0,2% in valore (+2,2% per il Trasporto e magazzinaggio) e una diminuzione dello 0,5% in volume (+1,2% per il Trasporto e magazzinaggio). (Link) |
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Istat – Fiducia delle imprese
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A gennaio 2026 l’indice del clima di fiducia delle imprese è aumentato da 96,6 a 97,6. La fiducia è migliorata nei sevizi di mercato e nella manifattura, mentre è diminuita nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio. (Link) |
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Istat – Tasso di disoccupazione
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Nel mese di dicembre 2025 il tasso di disoccupazione totale è stato del 5,6%. In termini tendenziali (dicembre 2025 rispetto a dicembre 2024) è stata riscontrata una riduzione dello 0,9%. (Link) |
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