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Le limitazioni alla circolazione
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DATI SU COMMERCIO E TRASPORTI
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Istat - Commercio estero extra UE
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A febbraio 2026 l’Istat ha stimato, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+8,5%) rispetto alle esportazioni (+4,9%).
Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, rispetto al precedente, l’export è cresciuto dell’1,8%, sostenuto dalle maggiori vendite di beni intermedi (+8,5%) e beni strumentali (+1,1%). Nello stesso periodo, l’import si è ridotto dello 0,6%, principalmente per effetto dei minori acquisti di beni di consumo non durevoli (-6,6%).
A febbraio 2026 l’export è cresciuto su base annua del 2,5% (era -5,5% a gennaio 2026). La crescita tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 è dovuta all’aumento delle vendite di beni intermedi (+20,5%) e beni strumentali (+3,0%). L’import ha registrato una lieve flessione tendenziale (-0,4%), cui ha contribuito la decisa contrazione degli acquisti di energia (-30,5%), che ha più che compensato gli aumenti delle importazioni rilevati per gli altri raggruppamenti, il più ampio per beni di consumo non durevoli (+22,4%).
A febbraio 2026, si sono rilevati marcati aumenti su base annua delle esportazioni verso Svizzera (+33,1%), paesi OPEC (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%). Sono diminuite le vendite verso Turchia (-27,8%), Regno Unito (-16,4%), paesi ASEAN (-13,7%) e paesi MERCOSUR (-13,5%).
Le importazioni da Stati Uniti (+40,4%) e Cina (+20,4%) hanno registrato una forte crescita tendenziale; sono cresciuti anche le importazioni dai paesi MERCOSUR (+11,6%).
Nei primi due mesi del 2026, l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue è stato pari a +7,8 miliardi di euro, in aumento rispetto ai primi due mesi del 2025 (+5,2 miliardi). (Link) |
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Istat – Commercio con l’estero e prezzi all’import
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A gennaio 2026 l’Istat ha stimato una riduzione congiunturale delle importazioni (-1,3%), mentre le esportazioni sono state pressoché stazionarie (-0,1%). La dinamica su base mensile dell’export è stata sintesi di un incremento per l’area Ue (+1,4%) e una flessione per l’area extra Ue (-1,6%). Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export è stato sostanzialmente stabile (-0,1%) mentre l’import si è ridotto del 2,2%.
A gennaio 2026 l’export è calato su base annua del 4,6% in valore e del 5,8% in volume. La flessione tendenziale dell’export in termini monetari ha riguardato entrambe le aree, Ue (-3,9%) ed extra Ue (-5,5%). L’import ha registrato una riduzione tendenziale del 7,4% in valore, che ha coinvolto in misura più ampia l’area extra Ue (-13,9%), rispetto a quella Ue (-2,0%); in volume, le importazioni si sono ridotte del 2,9%.
Su base annua, i paesi che hanno contribuito di più alla flessione dell’export sono Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%). Sono aumentate solo le vendite dirette verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%). (Link) |
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MASE – Prezzo medio del gasolio
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Il prezzo medio del gasolio nella settimana compresa tra il 23 ed il 29 marzo 2026 è stato di 2.032,73 di cui: accise 472,90 e IVA 366,56, registrando un aumento del 9,58% rispetto alla settimana precedente ed un aumento del 21,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Link) |
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Trading Economics – Prezzo del Brent e del greggio
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Il Brent il 2 aprile 2026 ha raggiunto il valore di 108,42 $/bbl, aumentando del 33,15% rispetto al mese precedente e del 54,53% rispetto allo stesso periodo del 2025. |
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Alla stessa data il greggio 106,8 $/bbl aumentando del 43,39% rispetto al mese precedente e del 59,68% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Link) |
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Trading Economics – Prezzo dell’elettricità
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L'elettricità in Italia ha raggiunto il valore di 148,51 euro/MWh il 2 aprile 2026, aumentando del 18,62% rispetto al mese precedente e del 23,91% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Link) |
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L’andamento dei noli marittimi evidenzia che al 26 marzo 2026 il WCI, riferito ai contaneir di 40 piedi, è stato pari a 2.279$ (3.474$ sulla rotta Shanghai – Genoa), registrando un aumento del 5% sia rispetto alla settimana precedente che al valore misurato nella stessa settimana del 2025. Nell’ultima settimana sulle principali tratte le tariffe dei noli sono aumentate tutte tra il 3% ed il 12%. (Link) |
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Baltic Exchange – Baltic Exchange Dry Index
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L’indice dell'andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry bulk cargo del 1 aprile 2026 è diminuito del 7,18% rispetto al mese precedente e aumentato del 28,24% rispetto all’anno precedente, avendo raggiunto i 2.030$. (Link) |
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WorldACD – Air Cargo Market Trends
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Il trasporto aereo mondiale di merci è diminuito delL’1% nella settimana compresa tra il 16 ed il 22 marzo 2026 rispetto alla precedente. Le tariffe medie mondiali, basate su un mix di prezzi spot e tariffe contrattuali, sono aumentate del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025 e aumentate del 7% rispetto alla settimana precedente raggiungendo i 2,84 $/kg. (Link) |
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Nel mese di marzo 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione, al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).
L’“inflazione di fondo” al netto degli energetici e degli alimentari freschi ha evidenziato un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una variazione pari a +1,6% su base mensile e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente). (Link) |
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Istat/Eurostat – Produzione industriale
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A gennaio 2026 l’Istat ha stimato che l’indice destagionalizzato della produzione industriale sia diminuito dello 0,6% rispetto a dicembre. Nella media del trimestre novembre-gennaio il livello della produzione è cresciuto dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile è cresciuto su base congiunturale solo per l’energia (+4,5%), mentre è diminuito per i beni di consumo (-0,6%), i beni intermedi (-0,8%) e i beni strumentali (-2,2%). A gennaio 2026 l’indice generale è diminuito in termini tendenziali dello 0,6%, si è registrato un incremento tendenziale solo per l’energia (+10,4%). I restanti comparti, invece, hanno mostrato flessioni, con un calo maggiore per i beni consumo (-3,8%) e meno accentuato per i beni intermedi (-1,6%) e per i beni strumentali (-0,3%). (Link) |
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A livello europeo si evidenzia una contrazione della produzione industriale generalizzata. |
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Istat – Fatturato dell’industria e dei servizi
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A gennaio 2026 l’Istat ha stimato che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, sia diminuito in termini congiunturali dello 0,3% in valore e dell’1,7% in volume. Sul mercato interno si è rilevato un incremento dello 0,6% in valore ed una flessione dell’1,4% in volume, mentre su quello estero si sono registrate variazioni negative della stessa intensità sia in valore sia in volume (-1,9%). Per il settore dei servizi l’Istat ha stimato una crescita congiunturale dello 0,9% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume, in particolare per il Trasporto e magazzinaggio si è registrato un incremento del 1,2% in valore e del 1,1% in volume.
Nei servizi si è registrata una riduzione tendenziale dello 0,8% in valore (-0,9% per il Trasporto e magazzinaggio) e dell’ 1,5% in volume (-1,6% per il Trasporto e magazzinaggio). (Link) |
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Istat – Fiducia delle imprese
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A marzo 2026 l’indice del clima di fiducia delle imprese è diminuito da 97,4 a 97,3. La fiducia è aumentata in tutti i comparti indagati ad eccezione del commercio al dettaglio. (Link) |
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Istat – Tasso di disoccupazione
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Nel mese di febbraio 2026 il tasso di disoccupazione totale è stato del 5,3%. In termini tendenziali (febbraio 2026 rispetto a febbraio 2025) è stata riscontrata una riduzione dello 0,8%. (Link) |
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